Pitigliano è un borgo unico nel suo genere per la particolarità di essere costruito interamente su una rupe di tufo. Fondato dai Romani nei pressi di vicine necropoli ed insediamenti etruschi, divenne nel Medioevo possesso della famiglia Aldobrandeschi e, alla fine del Duecento, di quella degli Orsini, sotto la quale rimase fino agli inizi del Seicento, quando venne conquistato da Ferdinando I de’Medici che lo inglobarono nel Granducato di Toscana nel 1604. Il nome secondo un’antica leggenda deriva dalla fusione del nome di due romani: Petilio e Celiano, da cui Pitigliano.
Pitigliano è nota anche come "la piccola Gerusalemme" per la presenza di una sinagoga e di una comunità ebraica piuttosto numerosa che da sempre riuscì a trovare un'ottima integrazione con la popolazione locale. La formazione della comunità risale al XVI secolo, ma nel Novecento si ebbe una lenta, ma costante, emigrazione degli ebrei pitiglianesi verso città e centri più grandi, finche le leggi razziali e le persecuzioni dell’ultima Guerra Mondiale accelerarono la fine della Comunità, la cui ultima fiammella si spense con la chiusura della Sinagoga nel 1960. Oggi a testimonianza dell'importanza della comunità ebraica pitiglianese rimangono il cimitero, il museo della cultura ebraica, il quartiere del vecchio ghetto con la bella sinagoga, sotto la quale si trovano i locali per il bagno rituale, il suggestivo forno delle azzime, la macelleria kasher, la cantina kasher e la tintoria.
Oltre a voler conoscere l’aspetto storico del paese, Pitigliano è anche il luogo dove poter gustare la cucina tipica della Maremma, visitare le botteghe degli artigiani locali e degustare il vino o l’olio prodotti nel territorio circostante.
Sorano - circa 75 km
Visitare Sorano significa immergersi in una calda atmosfera che abbraccia tutta la storia dell’umanità. Nel corso di una semplice passeggiata, infatti, si può passare da grotte dell’età del bronzo a palazzi rinascimentali, dalle misteriose vie e necropoli etrusche ai tenebrosi sotterranei dell’imponente fortezza, dal villaggio medioevale “scolpito” nel tufo ai lussureggianti e incontaminati boschi che lo circondano. A Sorano gli etruschi hanno scavato le loro monumentali vie “cave”. Non è difficile commuoversi ancora nel percorrerle tanto sono cariche di magia e di una sacralità naturale, arcaica e potente. Questa è una terra magica e accogliente, vulcanica e quieta, selvaggia e dolce: qualcosa d’indicibile e magnetico la abita e la preserva da ogni tipo d’inquinamento.
Qui “Tutto è fresco, vivace e non opprimente, piccolo e delicato, in un modo che affascina piuttosto che fare colpo. Sembra che nell’istinto degli etruschi ci sia stato un desiderio autentico di preservare l’umore naturale della vita, un compito certamente più degno e alla lunga più difficile che conquistare il mondo, sacrificare se stessi o salvare un’anima immortale”. D.H. Lawrence, Etruscans Places.
Oltre a voler conoscere l’aspetto storico del paese, Sorano è anche il luogo dove poter gustare la cucina tipica della Maremma e visitare le botteghe degli artigiani locali.
Sovana - circa 70 km
Sovana è un suggestivo borgo medievale, fiorente centro etrusco fin dal VII secolo a.c. (importante è la Necropoli Etrusca con la sua tomba “regina” chiamata Tomba Ildebranda). In epoca romana fu un’importante città, tanto è vero che nei primi secoli del Cristianesimo divenne sede vescovile. Fu conquistata dai Longobardi (594), e divenne dominio degli Aldobrandeschi il cui Ducato arrivò a comprendere l’intera provincia di Grosseto. Passata poi alla Famiglia Orsini per successione ereditaria fu saccheggiata e devastata dai Senesi nel 1410. Rimasta in una situazione di grande abbandono per secoli, ha avuto la fortuna di poter arrivare intatta fino ai giorni nostri nella sua veste medioevale.
Dalla Rocca Aldobrandesca, percorrendo un selciato in cotto, si arriva fino alla Cattedrale dei SS. Pietro e Paolo e, racchiusa così tra i simboli dei poteri che l’hanno governata, Sovana conserva ancora il suo antico incanto e splendore. Nella Piazza del Pretorio si può ammirare il Palazzo Pretorio, la Loggia del Capitano, il Palazzo dell’Archivio, nonché la Chiesa di Santa Maria Maggiore e il seicentesco Palazzo Bourbon del Monte, in parte addossato all’antica Chiesa di San Mamiliano e, proseguendo per via del Duomo, sulla sinistra, si trova la presunta casa natale del personaggio più illustre di Sovana, Ildebrando, divenuto poi Papa con il nome di Gregorio VII. Oltre a voler conoscere l’aspetto storico del paese, Sovana è anche il luogo dove poter gustare la cucina tipica della Maremma, visitare le botteghe degli artigiani locali e degustare il vino o l’olio prodotti nel territorio circostante.