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Meritano una visita:

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Sorano >
Sovana >
Il Giardino dei Tarocchi >
Riserva Naturale del WWF >
Ansedonia >
Parco della Maremma >
Monte Argentario >
Porto Ercole >
Porto Santo Stefano >
Orbetello >
Le Isole >
Tour in mongolfiera >
A piedi da Il Pellicano >

Pitigliano

È un borgo unico e spettacolare, costruito interamente su una rupe di tufo. Fondato dai Romani nei pressi di necropoli e insediamenti etruschi, ora museo a cielo aperto, nel Medioevo Pitigliano apparteneva alla famiglia Aldobrandeschi, passò poi agli Orsini, sotto la quale rimase fino agli inizi del Seicento, quando fu conquistato da Ferdinando I de’ Medici che nel 1604 lo inglobò nel Granducato di Toscana. Fin da XVI secolo Pitigliano è stata abitata da una grande comunità ebraica: di quel periodo rimangono il cimitero, il museo della cultura ebraica, il vecchio ghetto con la bella sinagoga, sotto la quale si trovano i locali per il bagno rituale, il suggestivo forno delle azzime, la macelleria e la cantina kasher, più la tintoria. Ancora adesso Pitigliano è chiamata "la piccola Gerusalemme", ma qua si può scoprire la cucina tipica della Maremma, girare tra le botteghe degli artigiani e degustare il vino o l’olio prodotti nei dintorni.

Sorano

Con una semplice passeggiata si può passare da grotte dell’età del bronzo a palazzi rinascimentali, dalle misteriose vie e necropoli etrusche ai tenebrosi sotterranei della fortezza, dal villaggio medioevale “scolpito” nel tufo ai lussureggianti boschi che lo circondano. A Sorano gli etruschi hanno scavato le loro monumentali vie “cave”. È una terra di contrasti: magica e tranquilla, vulcanica e quieta, selvaggia e dolce. “Tutto è fresco, vivace e non opprimente, piccolo e delicato, in un modo che affascina piuttosto che fare colpo. Sembra che nell’istinto degli etruschi ci sia stato un desiderio autentico di preservare l’umore naturale della vita, un compito certamente più degno e alla lunga più difficile che conquistare il mondo, sacrificare se stessi o salvare un’anima immortale”. D.H. Lawrence, Etruscans Places.

Sovana

Ora è un affascinante borgo medievale, ma nel VII secolo a.C. è stato un fiorente centro etrusco, lo testimonia la Necropoli Etrusca, con la bellissima Tomba Ildebranda. Fu un’importante città anche in epoca romana, tanto che nei primi secoli del Cristianesimo divenne sede vescovile. Fu conquistata dai Longobardi (594), e divenne dominio degli Aldobrandeschi il cui Ducato arrivò a comprendere l’intera provincia di Grosseto. Passata poi alla Famiglia Orsini per successione ereditaria fu saccheggiata e devastata dai Senesi nel 1410 e poi abbandonata per secoli. Grazie a questo è arrivata intatta nella sua veste medioevale fino ai giorni nostri.

Il Giardino dei Tarocchi

Con le 22 imponenti sculture raffiguranti le ventidue carte dei Tarocchi, gli arcani maggiori, Niki de Saint Phalle ha realizzato il sogno magico e spirituale della sua vita. Ispirandosi al parco Guell ideato da Gaudì a Barcellona, ha lavorato alla costruzione delle sculture alte dai 12 ai 15 metri e realizzate in ferro e cemento, ricoperte di vetri, specchi e ceramiche colorate, dal 1979 al 1998. Per il suo articolare aspetto, la sua delicatezza e, con lo scopo di preservare l’atmosfera magica che si respira nel giardino, le visite sono possibili da aprile ad ottobre, nel pomeriggio e per un numero ristretto di visitatori. Per desiderio dell’artista, i visitatori sono liberi di muoversi intorno e dentro le opere, senza visite guidate né un itinerario precostituito.

Riserva Naturale del WWF

Si possono seguire tre itinerari per visitare la riserva naturale del WWF: il primo con 9 capanni è il Sentiero Ornitologico, percorribile sia liberamente sia con visita guidata (da settembre ad aprile). Il secondo è il Sentiero del Bosco di Patanella, con un percorso botanico e alcuni capanni per l’osservazione degli uccelli, visitabile tutto l’anno liberamente o con visita guidata. Il terzo è il Sentiero Escursionistico, che collega il centro visite del Ceriolo con il Bosco di Patanella, è un sentiero più lungo che attraversa vari ambienti e si può percorrere tutto l’anno, solo con visita guidata su prenotazione. La Laguna si trova lungo le rotte migratorie invernali di migliaia di fenicotteri, cavaliere d’Italia, airone bianco maggiore, airone cenerino, falco pescatore, mestoloni, spatole e avocette. Qua si riproducono la sterna comune e il fraticello e si può vedere un insetto raro, la cicindela endemica, che oltre ad Orbetello si trova solo in Camargue.

Ansedonia

Alla fine del tombolo della Feniglia, tra gli arenili e il verde della macchia mediterranea, sui resti dell’antica città di Cosa si trova Ansedonia. Fu fondata dai Romani nel 273 a.C. per controllare sia il traffico terrestre sia quello marino e per occupare le terre sottratte agli Etruschi e ai Vulci. Dopo il crollo dell’Impero Romano, la città di Cosa subì un lento declino, poi nel corso del Medioevo vi fu edificato un insediamento militare, progressivamente abbandonato. Oggi è un importante sito archeologico e dal suo colle si ammirano la “Tagliata”, un canale scalpellato nella pietra in epoca romana e lo “Spacco della Regina”, squarcio naturale nella roccia con fantastici giochi di luci ed ombre prodotti dal sole che filtra dall’alto.

Parco della Maremma

Si estende da Principina a Mare fino a Talamone, lungo 25 km della costa tirrenica, su un’area di 100 kmq. A sud la costa è alta ed erosa, in quella a nord si succedono spiagge coperte dalla tipica macchia mediterranea. Si può scoprire il Parco con escursioni naturalistiche, gite a cavallo o in canoa. Da visitare anche i siti archeologici, alcuni etruschi-romani, altri, le torri di avvistamento medioevale e l’Abbazia di S.Rabano del 1100, recentemente restaurata.

Monte Argentario

In origine era probabilmente un’isola, «ancorata» alla costa tirrenica dai tomboli della Feniglia e della Giannella, formatisi per l’accumulo dei detriti trasportati dai fiumi e dalle correnti marine. I numerosi reperti archeologici rinvenuti nella Grotta degli Stretti e di Cala dei Santi ne testimoniano l’antica origine. Ma sono almeno dieci le grotte che furono abitate, una delle quali lunga oltre 1 km, con un laghetto a 50 metri dall’ingresso, chiamata la Grotta del Granduca, in onore di Leopoldo di Lorena che ne promosse gli scavi. Il promontorio è ricoperto da una fitta macchia mediterranea che si alterna alle coltivazioni di olivi, viti ed alberi da frutto. Nei vigneti terrazzati sui fianchi del monte, si coltivano i rari vitigni “Ansonico” e “Riminese”. L’economia dell’Argentario, un tempo basata esclusivamente sulla pesca, trova oggi nel turismo la sua principale risorsa.

Porto Ercole

La storia di Porto Ercole è incerta, sembra che il nome fu scelto dagli Etruschi. Questa ipotesi è confermata dalla recente scoperta di una necropoli etrusca posta a monte di Cala Galera, collocata nel 13° settore dello zodiaco etrusco corrispondente alla costellazione di Ercole. Nell’alto medioevo, come tutto l’Argentario, appartenne all’Abbazia delle Tre Fontane, passò nel XIII secolo agli Aldobrandeschi, quindi agli Orsini e nel 1415 alla Repubblica di Siena. Ora è un affascinante borgo marinaro su una baia dominata dalle fortezze spagnole, e con un attrezzato porto turistico.

Porto Santo Stefano

È il centro abitato più grande, con la sede del Comune di Monte Argentario e un grande porto diviso in due, una parte nuova turistica con i collegamenti con le Isole del Giglio e di Giannutri e quella vecchia con una flotta peschereccia e i cantieri navali. A partire dal XVIII secolo, arrivarono a Porto Santo Stefano molte famiglie di pescatori liguri e napoletani, dai quali discende buona parte della popolazione.

Orbetello

Sorge su una piccola penisola circondata dalle lagune di Levante e di Ponente, divise da una diga artificiale che dal 1841 unisce la città al promontorio di Monte Argentario. Le due lagune sono chiuse da due lingue di terra, dette tomboli della Feniglia e della Giannella, con diversi chilometri di spiaggia. Le origini storiche di Orbetello risalgono probabilmente al periodo neolitico. L’origine del suo nome solleva molti interrogativi: Orvelus, Urva Tellus o Urbis Tellus? Città circolare, città delle erbe o città dell’urbe? Le sue origini rimangono tuttavia misteriose, perché nel 1455 le milizie di ventura di Jacopo Piccinino hanno incendiato l’archivio e saccheggiato la città. Dal 1928 al 1933 Orbetello finì sui giornali per l’impresa di Italo Balbo, che con gli idrovolanti partì per le quattro Crociere Atlantiche, l’ultima la Orbetello-Chicago-New York-Roma.

Le Isole

L'Arcipelago Toscano è formato da un gruppo di sette isole maggiori, più alcune isole minori e scogli che si estendono tra il mar Ligure ed il Mar Tirreno, ad ovest della Toscana. La più grande è l'Isola d'Elba (224 km2), poi il Giglio (24 km2), Capraia (19 km2), Montecristo (13 km2), Pianosa (10 kmq), Giannutri (3 km2) e Gorgona (2 km2). Tutte le isole fanno parte del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, il più grande parco marino d'Europa (totale 295 km2).

Tour in mongolfiera

Fate volare in alto il vostro amore. Per festeggiare un anniversario o semplicemente per stupirla, fatele venire il batticuore dentro un pallone colorato. Al mattino presto quando tutto è quieto e calmo, la romantica mongolfiera vi permetterà di visualizzare dall’alto il paesaggio toscano. Si parte da Saturnia, si vola e al ritorno vi aspettano due flûte per un brindisi con un Prosecco fresco.
Periodo: alta stagione, in base alle condizioni metereologiche
Prenotazione: sette giorni prima
Numero passeggeri: minimo 2, max 12.
Prezzo: 200 Euro a persona per il tour in mongolfiera, 175 Euro (a tratta) transfer per e da Saturnia.


A piedi da Il Pellicano

Silenzio e tranquillità tra profumi di piante e fiori della macchia toscana. È lo scenario del Monte Argentario, una “zona segreta”, molto verde e tranquilla da scoprire a piedi. Percorrere i sentieri di queste colline, significa scoprire un mondo naturale inaspettato che libera la mente dai pensieri pesanti. Da Il Pellicano potete arrivare con facilità a Porto Ercole. È una camminata di circa 5 km, adatta a tutti, con punti panoramici dai quali si può ammirare un fantastico paesaggio. Per arrivare a ciò che rimane della Torre Ciana, invece, si prende la strada sterrata che va al mare, poi si trova in sentiero segnato con una pittura rossa su una roccia e si prosegue in mezzo alla vegetazione. Dall’alto si possono vedere l’isola di Giannutri e l’isola del Giglio.

 
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